Prodotti Nostrani

Agli occhi del consumatore, il prodotto locale è anche sinonimo di piccola azienda agricola. I termini “prodotto locale” e “sistema di produzione locale” sono spesso usati in modo intercambiabile, in comparazione al sistema alimentare convenzionale, per indicare alimenti prodotti vicino al punto di consumo. In parte, il prodotto locale è un concetto geografico legato alla distanza tra produttore e consumatore ma non c’è consenso su una definizione in termini di distanza tra produzione e consumo.
Non esiste un raggio di distanza standardizzato mediante il quale si può definire un mercato locale. In termini di distanza, infatti, le possibilità percepite da ogni consumatore possono variare grandemente. Per la realtà americana, per esempio, Martinez riferisce il caso del residente locale che cerca di rifornirsi solo di alimenti coltivati o prodotti entro un raggio di 160 km (2010, 3) e ricorda che, secondo il Farm Act del 2008, per alcuni programmi di sviluppo rurale, la distanza per considerare un alimento venduto localmente, o a livello regionale, è inferiore a 460 km dal luogo di origine, o entro lo Stato in cui è prodotto (2010, iii).

Per la realtà italiana, ricordiamo che i punti vendita della Rete Nazionale di Campagna Amica, secondo il progetto di Coldiretti per la costruzione di filiere di prodotti agroalimentari esclusivamente italiani, possono vendere, citando l’origine geografica, alimenti prodotti anche da aziende localizzate in altre regioni (Campagna Amica, 2012).

Una scuola di pensiero individua il “prodotto locale” negli alimenti prodotti, trasformati, venduti e consumati entro una circoscritta area geografica mentre una seconda scuola si focalizza sul termine “locale”, guardando alla “località” come valore aggiunto per un mercato più ampio (Abatekassa e Peterson, 2011: 65; Renting et al., 2003). Il concetto di “prodotto locale” definisce una dimensione della qualità e identifica una regione geografica di produzione ma non indica necessariamente che questo prodotto debba essere consumato nella stessa area. Se dai prodotti freschi si passa a quelli conservabili, la filiera corta in termini di ciclo di vendita commerciale assume ulteriori significati.

Un altro approccio per definire il prodotto locale si basa sulle dimensioni ambientali, sociali e culturali. In questo caso appare più importante il rapporto che si stabilisce entro una comunità e l’adozione di metodi di produzione e di vendita ambientalmente sostenibili.
Il consumatore associa al “prodotto locale” anche la caratteristica dei metodi di coltivazione, di allevamento e di trasformazione ambientalmente sostenibili, un’adeguata remunerazione del lavoro, il rispetto delle norme di benessere animale e la storia da cui è stato originato, la personalità e l’etica del produttore, l’attrattività dell’azienda agricola e del territorio rurale. Il termine terroir, difficilmente definibile con una sola parola in lingua italiana, che descrive il metodo di produzione dipendente dall’ambiente locale, sembra catturare l’essenza di questo aspetto.

a Università di CamerinoDipartimento di Scienze Veterinarie

Fonte: Agriregionieuropa anno 8 n°30, Set 2012

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